Banche ed imprese - I nuovi criteri di valutazione

24/03/2021 - 24/03/2023

L’emergenza sanitaria ha fatto emergere in tutta la sua drammaticità uno dei problemi che da anni attanagliava le imprese italiane ovvero il basso livello di capitalizzazione, la fragilità patrimoniale e la forte dipendenza dal canale bancario.

Le imprese alberghiere, purtroppo, anche in questo caso non fanno eccezione a loro va anche attribuito il problema dimensionale e la struttura proprietaria spesso scevra da competenze manageriali e legata ad un conduzione padronale.

Imprese di questo tipo si portano dietro una ulteriore criticità, i criteri valutativi che durante il covid hanno subito un totale reset poiché come noto per la maggior parte delle imprese alberghiere il fatturato si è azzerato ed i valori patrimoniali in assenza di una gestione efficiente sono prossimi allo zero.

Chi ha oggi il compito di valutare le imprese ?

Una molteplicità di soggetti: l’imprenditore per capire se il suo investimento sta creando o distruggendo valore, il manager per analizzare la sua azione ed il suo modello gestionale, le banche per comprenderne la finanziabilità.

Ed è proprio a queste ultime che è rivolto il presente lavoro, visto che oggi potrebbero mancare anche a loro i criteri valutativi delle aziende alberghiere in assenza di parametri di riferimento.

Non possiamo in questi anni parlare di capacità di generare reddito, poiché le note vicende lo hanno azzerato, non possiamo parlare di valore dell’attivo poiché questo si alimenta dalla componente gestionale e mancano transazioni adeguata per un confronto utile alla determinazione del valore.

Insomma una problematica non di poco conto.

Una problematica che tuttavia va risolta ed anche velocemente.

Il problema principale per le banche sono gli NPL i non performing loan, crediti deteriorati resi ancora più problematici dalle normative EBA (1).

Ma se non si cambiano le regole valutative delle aziende alberghiere e dei relativi crediti vi è il rischio di avere un intero settore non più finanziabile, pertanto il cambiamento necessario è innanzitutto di tipo culturale.

La banca deve imparare a conoscere l’attività alberghiera e comprendere quanti di questi crediti deteriorati possono tornare in bonis e dare cosi alle aziende una nuova vita; per fare questo vi è necessità di analizzare gli aspetti qualitativi della gestione, il modello organizzativo, il concept/prodotto, il posizionamento nel mercato.

Da un modello alberghiere tradizionale ci si può evolvere in modelli diversi, aprendo nuove e diversificate opportunità di reddito, modelli gestionali tradizionali possono essere sostituiti da sistemi che concepiscono l’azienda ricettiva come un ambiente dinamico aperto alla città ed ai turisti, spazi prima destinati esclusivamente "all’albergo" possono essere messi a reddito con diversificate ipotesi contrattuali.

Insomma, il concetto in base alla quale un credito deteriorato va venduto il prima possibile è diventato antistorico, sia perché blocca la vita delle imprese e dell’economia e secondo perché dalla gestione “ in house “ di questi crediti si possono cogliere importanti opportunità di sviluppo anche per le banche finanziatrici.

Da sempre il nostro gruppo assiste gli stakeholder del settore alberghiero nei processi di cambiamento e di trasformazione valutandone rischi ed opportunità.

 

(1) https://www.robertonecci.it/it/news/2361/le-moratorie-dei-finanziamenti-bancari-l-ennesima-tegola-sul-comparto-alberghiero.html

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